Sessualità e pavimento pelvico

Valentina Pellizzone

La sessualità è molto importante per la salute di una donna, infatti anche l'OMS che definisce salute il completo benessere fisico, psichico e sociale, comprende anche quello sessuale.

Le disfunzioni sessuali, oltre che per altri motivi organici, psicologici e relazionali, possono essere legate a disfunzioni dei muscoli del pavimento pelvico.

Esso, può infatti essere la causa o la conseguenza di queste, oppure uno degli elementi che mantiene questa disfunzione.

Le disfunzioni sessuali possono interessare le diverse fasi dell'atto sessuale: il desiderio; l'eccitazione; la capacità di raggiungere l'orgasmo e la soddisfazione dell'orgasmo.

Tutto ciò che riguarda l'argomento sessualità femminile viene considerato argomento tabù, difficilmente se ne parla e ancor meno se ci sono delle difficoltà, soprattutto femminili.

La conoscenza dell'anatomia e della fisiologia del pavimento pelvico può aiutare la donna a capire se sono presenti delle disfunzioni e come curarle.

I retaggi culturali, morali e sociali considerano questa parte del corpo femminile una zona da nascondere, una zona tabù e questo crea una mancanza di conoscenza di quelle che sono le potenzialità del piacere femminile.

Il mito della Vagina passiva è proprio della nostra cultura, l'immagine della penetrazione che è inculcata nella nostra cultura è quella dell'uomo che compie l'atto di penetrare. La donna è potenzialmente molto più attiva dell'uomo, la vagina possiede un formidabile apparato muscolare che usato bene può regalare grandi soddisfazioni. Tutte le donne dovrebbero imparare ad usare i muscoletti vaginali.

La sessualità femminile è più complessa rispetto a quella maschile, in quanto le componenti emotiva e psicologica possono interferire, o bloccare, una o tutte le fasi dell'atto sessuale. Se i rapporti sono dolorosi a causa della secchezza vaginale, dovuta alla menopausa o nel periodo dell'allattamento, naturalmente, la paura di sentire dolore inibirà la fase dell'eccitazione, e quindi la relativa lubrificazione vaginale, e si instaurerà un circolo vizioso.

Vediamo quali sono le fasi della sessualità femminile e in che modo le disfunzioni del pavimento pelvico possono interferire con esse.
 

I disturbi del desiderio

  • Quando i muscoli perineali sono deboli (come nel post partum o in menopausa) in quanto c'è una riduzione o assenza (anestesia sessuale) delle sensazioni di piacere sessuale
  • Quando c'è presenza di dolore (esiti di episiotomia, trauma perineale, distrofie vulvovaginali) in quanto il dolore inibisce il desiderio di avere rapporti sessuali o li rende impossibili
  • Quando i muscoli perineali sono iperattivi (sindrome del dolore pelvico cronico, vulvodinie, vaginismo) in quanto i rapporti possono essere dolorosi o impossibili
 

I disturbi dell'eccitazione

  • Quando i muscoli perineali sono deboli e ciò determina una riduzione della percezione del piacere sessuale e quindi una riduzione della lubrificazione vaginale
  • Quando c'è dolore in quanto blocca l'eccitazione mentale e genitale
  • Quando i muscoli perineali sono iperattivi in quanto ad una ipercontrattilità può conseguire dolore o impossibilità ad avere rapporti
 

I disturbi dell'orgasmo

  • Quando i muscoli sono deboli, in quanto essendoci una riduzione della percezione del piacere sessuale e una riduzione della lubrificazione vaginale si può avere un difficoltoso o un mancato raggiungimento dell'orgasmo (anorgasmia)
  • Quando c'è dolore in quanto inibisce il desiderio e la lubrificazione vaginale e quindi un difficoltoso o mancato raggiungimento dell'orgasmo
  • Quando i muscoli perineali sono iperattivi in quanto ci può essere dolore, ridotta o mancata lubrificazione o impossibilità ad avere rapporti e quindi un difficoltoso o mancato orgasmo
 

I disturbi legati al dolore

  • Dispareunia: consiste nel dolore genitale persistente o ricorrente che si verifica ai tentativi di penetrazione vaginale o durante la penetrazione vaginale stessa
  • Vaginismo: è la difficoltà o impossibilità della donna di realizzare la penetrazione, anche in presenza di desiderio
  • Vulvodinie localizzate o generalizzate: vestibolite vulvare, dolore clitorideo.
 

Dispareunia, vaginismo e vulvodinia nell'atto sessuale
 

Il primo ginecologo che si occupò di rieducazione del pavimento pelvico fu il Dott. Kegel, trattando l'incontinenza femminile, si accorse che con gli esercizi pelvici le donne miglioravano anche la propria sessualità.

Gli esercizi Kegel, attivando la muscolatura perineale e quindi anche vaginale, migliorano la circolazione sanguigna dei muscoli perineali e della mucosa vaginale.

Una vagina tonica ed elastica è in grado di attivarsi o rilassarsi durante la penetrazione in modo da accogliere e avvolgere il pene, aumentando il piacere femminile e maschile.

La vagina ipotonica, anestetizzata, è una vagina passiva, immobile, ed anche le sensazioni piacevoli saranno meno intense. In questo caso gli esercizi pelvici mireranno a migliorare il tono aumentandolo.

Una vagina troppo tonica, rigida, contratta rende difficoltosa o impossibile la penetrazione e figuriamoci il piacere. In questo caso invece i muscoli pelvici avranno bisogno di essere allentati ed elasticizzati per poter accogliere meglio il pene.

I genitali femminili reagiscono allo stimolo sessuale con cambiamenti visibili e palpabili: calore, gonfiore, lubrificazione vaginale, erezione della clitoride, la vagina si allarga e si distende.

Il primo segno di risposta fisiologica femminile alla stimolazione sessuale di qualsiasi genere è comunque la lubrificazione vaginale. La donna avverte la sensazione di bagnarsi perché la vagina per effetto della congestione del sangue che si addensa sulle pareti trasuda una sostanza vaginale mucosa. Questo muco riveste internamente il canale vaginale. Più l'eccitamento aumenta più aumenta la lubrificazione: questa secrezione serve a favorire il coito.

La reazione sessuale femminile finisce per trasformare lo spazio potenziale della vagina, chiuso e asciutto in stato di riposo, in uno spazio aperto e oleato, adatto all'introduzione e allo scorrimento del pene.

Inoltre i muscoli del perineo che avvolgono la vagina, sono muscoli volontari. I muscoli genitali hanno bisogno di esercizio come qualsiasi altro muscolo. E proprio come in qualsiasi altra parte del corpo, esercitando i muscoli perineali, si accresce il tono, la flessibilità, e si aumenta la circolazione verso il muscolo e i tessuti circostanti. Con l'aumento della circolazione aumenta la sensibilità dell'area. Più questi muscoli sono esercitati, più sensibilità e coscienza vi si sviluppera, più piacere si riuscirà a provare.

Le Yogine indiane (che ritengono l'area genitale contenga un'energia fondamentale, la Kundalini, che deve essere stimolata e vivacizzata in modo che possa diffondersi lungo la colonna vertebrale ed attivare i chakra superiori) fanno esercizi vaginali da secoli.

Riassumendo si può quindi affermare che i disturbi sessuali femminili legati ad una disfunzione dei muscoli del pavimento pelvico possono essere principalmente dovuti a:

  • Dolore
  • Ipotono
  • Ipertono

Questi fattori possono anche associarsi e quindi coesistere contemporaneamente.

Le disfunzioni sessuali legate al pavimento pelvico possono essere migliorate o curate attraverso la rieducazione perineale.
 

Ruolo della donna nel kamasutra

Kamasutra

Il Kamasutra è il più antico trattato indù sull'erotismo che si sia conservato.

Contrariamente all'opinione comune, non è un libro sulle posizioni nel rapporto sessuale, bensì un trattato sull'arte di vivere: come conseguire i tre fini dell'esistenza, religione, potere, piacere. Dei 7 libri e capitoli e relativi 64 sottocapitoli, solo uno è dedicato alla varietà delle posizioni sessuali. Negli altri si parla dello stile di vita dell'uomo di mondo; dei modi di abbracciare o di baciare, come conquistare una vergine, gli espedienti per giungere alle nozze; la vita di una moglie singola, le mogli degli altri; i modi per ottenere denaro dagli amanti; come sbarazzarsi di lui, l'uso di droghe e molte altre cose.

Questo trattato sull'arte erotica è stato composto in sanscrito da Vatsyayana Mallanga intorno al ||| secolo d.c. rivolto ad un pubblico cittadino colto e raffinato. Le due parole che compongono il titolo significano "desiderioamorepiaceresesso" (kama) e "trattato" (sutra).

Il Kamasutra riscatta il piacere erotico dal crudo finalismo della funzione biologica della riproduzione.

L'intuizione più preziosa del Kamasutra è, quindi, che il piacere ha bisogno di essere coltivato, che nel regno del sesso la natura richiede la cultura. La cultura (ossia anche le sessantaquattro arti che bisognava apprendere) richiede a sua volta agio, mezzi, tempo e denaro.

Un altro aspetto dell'erotismo del Kamasutra è la scoperta della donna come soggetto attivo e pienamente partecipe della vita sessuale, una vera protagonista sulla scena dell'erotismo, non un semplice ricettacolo passivo della libidine maschile. Il trattato al tempo stesso riflette e incoraggia la fruizione della propria sessualità da parte della donna. In due dei 4 preliminari amorosi, la donna svolge un ruolo attivo.

In ultima analisi, però considerato che il testo fu composto da un uomo per istruire altri uomini, la promozione della soggettività sessuale delle donne in definitiva è al servizio dell'incremento del piacere maschile. Il kamasutra riconosce che, se una donna prova attivamente piacere nel fare sesso, lo renderà molto più godibile per l'uomo.

Le donne sono presentate non solo come soggetti erotici, ma dotate sentimenti ed emozioni che un uomo deve comprendere per poter conseguire il pieno godimento del piacere erotico.

Il kamasutra è un testo ancora attuale, che spiega agli uomini e alle donne come conoscere il proprio corpo, come esplorare le diverse sfaccettature del piacere.

Tratto da "Kamasutra" di Wendy Doniger e Sudhair Kakar

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